Metodo Cunningham
Un’altra
figura chiave della Danza Contemporanea fu l’americano Merce
Cunningham: rifiuta apertamente gli psicologismi della modern
dance e la dimensione interiore come motore drammaturgico e le emozioni
come esito della narrazione.
La sua concezione della danza vede quest’ultima come arte del rigore formale,
arte dell’astrazione, libera da qualsiasi condizionamento ideologico,
senza pretese didascaliche o intenti descrittivi. Tutta la sua ricerca
si muove attorno ai concetti di spazio, tempo e immobilità con l’intento
di ripensare la danza, il corpo e la sua relazione con la scena in una
prospettiva non comunicativa, in quanto non è latrice di messaggi, né
può fornire visioni precise della realtà: la forma del movimento e del
corpo è sostanza della danza e mezzo e messaggio vengono a sovrapporsi,
cosicché la natura della danza risulta dal processo con il quale la materia
del corpo viene lavorata e dalla modalità con la quale è recepita.
Parallelamente, si sviluppa un’apertura semantica, attraverso la quale
Cunningham vede riflesso il proprio pensiero: si tratta della riscoperta
della dimensione materiale dell’arte promossa dall’amico Rauschenberg
che ha come conseguenza un’attenzione alla concretezza del fare artistico,
per emarginare il più possibile la dimensione del significato a vantaggio
del significante in tutte le sue qualità di per se stesse espressive.
Tuttavia, per Cunningham, la tecnica è parte integrante dello stesso corpo
concepito come luogo della creazione, in se stesso espressivo, e ritiene
che questa espressività sia slegata da ogni intenzionalità comunicativa.
Cunningham è quindi un teorico del movimento “puro”, per cui la danza
non deve raccontare, ma solo “accadere”; egli costruisce i suoi balletti
secondo il principio aleatorio, affidandosi cioè al caso: tramite un’estrazione
si stabilisce in quale ordine debbano essere eseguite le varie sequenze
di danza precedentemente composte. In questo senso, danza e musica sono
scisse, in quanto l’una non deve necessariamente seguire l’altra. Cunningham
è un innovatore anche dal punto di vista scenico: utilizza materiali in
movimento, giochi di luce, strutture fisse o mobili, diapositive, spezzoni
di filmati.





